APPRENDIMENTO, LETTERATURA, MANAGEMENT

Sulla rivalutazione funzionalista della letteratura

Alcuni recenti studi hanno messo in luce un nuovo, pragmatico interesse per la letteratura. Leggere romanzi costituirebbe un aiuto allo sviluppo di skill relazionali e competenze manageriali soft. Perché dunque non inserire nella lista delle letture, fra gli ultimi best seller del marketing, un bel “classico”?

Questa riscoperta merita di essere esaminata con calma e senza farsi prendere da facili entusiasmi, soprattutto in tempi di crisi editoriali e di continui cali della lettura (non scordiamo che un italiano su due non legge neppure un libro all’anno e che per “lettore forte” si intende chi arriva appena a dodici, uno al mese). È quello che fa il ««New Yorker», notando come il punto chiave della rivalutazione funzionalista della letteratura sia riconducibile a una categoria fondamentale dell’etica lavorativa di stampo americano: i risultati. È infatti solo nel momento in cui la letteratura viene riconosciuta in grado di portare a un risultato misurabile – cioè allo sviluppo delle sopra dette skill relazionali – che essa viene ammessa nell’empireo del pragmatismo organizzativo.

Nessuna rivincita dell’umanesimo, quindi. Al contrario, un monito a vigilare perché l’asettico mondo delle “competenze” e delle “skill” non riduca l’esperienza della lettura a mera acquisizione di risultati misurabili. La letteratura è un ricchissimo strumento per la vita e dunque anche per il lavoro, a patto di non trattarla come un corso di aggiornamento su Excel.

[ illustrazione: foto di André Kertész dal volume On Reading, 1971 ]

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One thought on “Sulla rivalutazione funzionalista della letteratura

  1. Sono d’accordo: questa non è esattamente una buona notizia, e non sono neanche tanto convinta di un possibile impatto positivo della lettura di un classico sulle proprie prestazioni. Leggendo un buon saggio si può capire meglio la realtà che ci circonda, o almeno qualche aspetto di essa, mentre leggere un buon romanzo può, nei casi migliori, aiutare a comprendere meglio se stessi. Ma bisogna essere anche nella disposizione d’animo adeguata…
    Buona giornata

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