DIVULGAZIONE, MUSICA, SCIENZA, STORIE, TECNOLOGIA

Una storia d’amore galattica

Nell’agosto del 1977 la NASA ha lanciato nello spazio le due sonde Voyager I e II, indirizzate su una rotta che le ha fatte transitare per Giove, Saturno, Urano e, raggiunto nel 1989, Nettuno. Le due sonde sono in seguito entrate nello spazio interstellare e continuano a essere in funzione. In particolare, il Voyager I è oggi l’oggetto costruito dall’uomo più lontano dalla Terra, a una distanza stimata a marzo 2014 di circa 19 miliardi di chilometri dal Sole.

Ciascuna delle due sonde porta con sé un messaggio rivolto dalla Terra (per la precisione dalla NASA) a forme di vita di altri pianeti. Il messaggio è stato confezionato utilizzando la tecnologia reputata più affidabile e duratura, cioè un’incisione fonografica. Il cosiddetto “golden record” è un disco di rame placcato d’oro inciso a 16 e 2/3 giri al minuto che contiene 118 fotografie, 90 minuti di musica (fra cui la Quinta Sinfonia di Beethoven, Johnny B. Goode di Chuck Berry e non, nonostante le intenzioni iniziali e per problemi di diritti, Here Comes the Sun dei Beatles), saluti incisi in 55 lingue (compresa quella delle balene), un saggio audio con suono di molteplici attività umane, il saluto dell’allora Segretario Generale delle Nazioni Unite e infine l’encefalogramma di una giovane donna.

Il team che realizzò l’incisione fu guidato da Carl Sagan (1934-1996), astronomo e divulgatore scientifico già noto per aver messo a punto la placca visiva apposta sulle sonde Pioneer (lanciate nel 1972 e 1973). Quando fu deciso di inserire nel “golden record” la registrazione di un encefalogramma umano, si decise che la persona scelta avrebbe dovuto ripercorrere nella propria mente un itinerario storico di persone, avvenimenti e idee da tramandare. Venne preparato un copione e si decise che a “interpretarlo” sarebbe stata, il 3 giugno del 1977, Ann Druyan, direttore creativo del progetto e membro più giovane del team. La notte del primo giugno Sagan e Druyan si sentirono per telefono e qualcosa di inaspettato accadde. I due, fino a quel momento semplicemente colleghi e poco più che conoscenti, si dichiararono il loro amore e decisero di sposarsi. La promessa mise in discussione le vite sentimentali di entrambi (e in particolare portò Sagan al divorzio) ma venne realizzata e mantenuta viva fino alla scomparsa di Sagan.

La registrazione del 3 giugno 1977, a oggi nello spazio interstellare, contiene dunque l’encefalogramma di una giovane donna apparentemente impegnata a leggere contenuti culturali e filosofici, ma segretamente concentrata sul suo neonato amore.

[ illustrazione: installazione del “golden record” a bordo della sonda Voyager I, 1977 ]

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